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Andrea B. Stampa E-mail

Frammenti di vita del dott. ( e già si ride ) Andrea B.

Questo ricordo appartiene alla nostra infanzia patavina.

FIGLIO D' ARTE
Il Sig. Armando, padre del nostro, è da sempre un appassionato ciclista e sicuramente pensava che il primogenito avrebbe avuto un fisico atletico come il suo. Chi ora li vedesse insieme per la prima volta faticherebbe a capire quale sia il più giovane. Negli anni '70 i ragazzini usavano le bici da cross che venivano costruite in tre misure: piccola, media, grande; il primo tipo era dotato di rotelline stabilizzatrici laterali che si usavano per il periodo d' apprendistato. Tutti eravamo fieri quando il papà ce le smontava perché questo significava entrare nell' età adulta. Andrea no. Lui per lunghi mesi ( o anni ) si ostinò a tenere le rotelline anche se non ne aveva più necessità. Questo fatto lo penalizzava molto quando pedalava in compagnia degli altri: a volte passava su una buca e rimaneva fermo con la ruota che girava a vuoto, più spesso si incastrava nei passaggi stretti urlando: " ASPETTATEMI , MONA ! ". Veniva deriso, insultato, sputato ma non tradiva il suo amore feticista. Ancora oggi fa girare le rotelline a tutti quelli che lo conoscono. Un bel giorno il padre, vedendolo un po' cresciuto, pensò di fargli recuperare il tempo perduto con una terapia d' urto: gli comprò direttamente la bici grande saltando la media che noi coetanei usavamo in quella fase della crescita. Incredibilmente riusciva a condurla bene, peccato che potesse girare solo intorno all' aiuola del monumento di Piazza Esedra perché aveva bisogno del gradino per effettuare decolli e atterraggi. Il deluso genitore si rassegnò a comprargli la bici media e ripose tutto il suo amore sul fratello minore Paolo.

I prossimi episodi si riferiscono alle vacanze estive al Lido di Spina.

QUESTIONE DI PRIORITÀ

Stava giocando su un muretto alto circa un metro e mezzo quando perse l'equilibrio: mentre volava verso un duro pavimento pensò che, per diventare insigne giurista, la testa serve più di un dito così frappose il pollice fra il capoccione e il suolo fratturandosi il medesimo che diventò simile a una sogliola. La cosa per lui più difficile fu resistere alla tentazione di mangiarlo. Il sacrificio ha salvato la sua chiarissima intelligenza.

STUNT MAN
Una prodezza atletica, è tutto vero, è presente anche nella sua storia. Il condominio MIAMI di Spina aveva una piscina con tante piccole sdraio nel prato attorno: lui si fissò una idea e, dopo accurate prove, la realizzò. Si trattava di tuffarsi, dopo chilometrica rincorsa, sorvolando due sdraio messe di traverso vicino al bordo della piscina, finendo in acqua incolume. L' insano gesto è documentato da una foto scattata abilmente dal sottoscritto. La cosa impressionò molto i condomini, tanto che l' unico lavoro di manutenzione fatto negli ultimi venti anni alla piscina è stata l' eliminazione della pista di lancio usata dall'eroe. Naturalmente questo fu fatto perché il misero impianto di depurazione della piscina avrebbe impiegato almeno venti giorni per purificare l' acqua dal sangue del prode.

LA VENDETTA DELLA SDRAIO
Una di quelle sedie a sdraio, del tipo piccolo, fatto con tubi e un telo blu di plastica, con la possibilità di essere ripiegata in poco spazio, non gradì l' abuso che il coraggioso Andrea fece delle sue sorelline e si vendicò crudelmente. Un pomeriggio, invece di fare il bagno con noi inferiori, si presentò ai bordi della piscina con un vestito elegante e un libro raffinato in mano. Io iniziai a cercare di schizzarlo ma lui stoicamente resisteva alla tentazione logica di spostarsi,con la sua sdraio, lontano dal bordo. Cercava invece di scansare gli schizzi uno ad uno; ci stava abilmente riuscendo ma allora si consumò la vendetta: la sdraio si richiuse come un hamburger in cui lui faceva il ruolo della carne di manzo macinata ( molliccia e grassa: che metafora indovinata ! ) . Me ne accorsi perché, dall' acqua, vidi le sue gambette proiettarsi tese verso il cielo terso. Lui urlava come un capretto , io salii sul bordo per capire cosa gli facesse così male. Era imprigionato come ho descritto, ma la cosa più ' drammatica ' è che lui e la sdraio assassina erano finiti dentro una di quelle piante dalle foglie lunghissime e molto taglienti . Urlava e piangeva, spiaccicato e stagliuzzato, ma io non potevo aiutarlo: avevo le convulsioni. Dal ridere.

L' IMPORTANZA DI CONCENTRARSI
Quando entrambi prendevamo in affitto l' appartamento nel condominio MIAMI avevamo la abitudine di giocare a ping-pong dopo cena; quando faceva buio andavamo a posare le racchette in casa e poi uscivamo. Una sera, finita la partita, mi disse: " Aspetta che venga io a chiamarti, non sognarti di venire tu, perché devo andare in bagno. " Lo vidi corricchiare ridicolamente verso il suo appartamento: l' andatura si potrebbe definire lieve, quasi gassosa, molto sgasante. Salii le scale per entrare in casa mia già ridendo perché pregustavo un divertimento acuto. Dopo pochi minuti ero sotto il suo appartamento: vedendo la luce del bagno accesa iniziai: " ANDREAHAHAHAH !! AAAAANDREEEAAHAHAHAH ! " Non furono i suoi banali insulti a colpirmi ma le parole della madre: " Nooo! Gli fai perdere la concentrasion ! " Tutt' oggi Andrea per eliminare i pesi superflui del suo pancione ha bisogno del religioso silenzio dei familiari tutti, nonché di chiudere la porta del bagno e quella esterna con tutte le mandate possibili.

UN' AMICIZIA DISINTERESSATA
Una estate invitò il suo caro amico dott. ing. Carlo Giuli a passare una settimana con lui nella sua casa al mare. Giuli era uno molto bravo e impegnato nell' attaccare bottone con tutte le ragazze che capitavano nel raggio della sua aquilina vista. La sera del primo giorno che Giuli trascorse con noi Andrea mi disse confidenzialmente : " Sai , l' ho invitato per una settimana in modo che mi crei un giro e che se ne vada prima di poter concludere, così dovrei riuscire a combinare qualcosa io." . Io risposi: "Sai, l' avevo capito: ti conosco." Infatti già allora desiderava ardentemente una compagnia femminile. Il progetto fallì e mi chiedo quanti altri piani diabolici come il precedente gli siano andati male prima della riuscita recente.

PUNTUALITA'
Una sera dovevamo andare al cinema: arrivammo in leggero ritardo a causa di incresciosi incidenti che ostacolarono le procedure di vestizione di Andrea: prima di uscire la sera aveva la buona abitudine di sbatacchiare conscenziosamente le Espadrilles onde eliminare i residui sabbiosi prima di indossarle; quella volta, durante il rito propiziatorio, una delle due calzature gli cadde dal terrazzo, scese per recuperarla e tornò prontamente su per riprendere l'operazione interrotta. Peccato che il problema si ripetè e dovette rassegnarsi a ridiscendere munito della ciabatta rimasta per terminare la procedura al livello del suolo.

LA GRANDE OCCASIONE
Uno degli ultimi anni in cui siamo andati là gli capitò l' incredibile: fu abbordato, nel bar della spiaggia, da una ragazza decisamente attraente. Io stavo arrivando dal mio bagno e lo vidi in compagnia di questa mentre camminavano lungo la passerella verso il mare. Appena mi notò disse con aria decisa e severa: " Oh giusto te, toh, portami la borsa all' ombrellone. " Rimasi lì circa un minuto pensando di mollare la borsa e l' amico, poi decisi di eseguire l' ordine ma solo per avere una vendetta migliore in seguito: l' ebbi. Dal suo ombrellone io, Paolo e gli altri amici lo osservavamo in lontananza : la sua figura si ergeva maestosa di fianco alla conquista vicino all' ombrellone del bagnino. C' era una sola nota stonata: si vedeva che tutte le persone vicino a lui parlavano, egli invece taceva impassibile. Dopo circa mezzora l' affiatatissima nuova coppia si andò a sedere su due sedie in un angolo vicino al bar: durante il tragitto verso questa destinazione per un attimo lo vidi a una distanza ragionevolmente bassa, tale da farmi percepire il suo imbarazzo. Decisi di accrescerlo così portai tutti i nostri amici a sedere, in fila come al cinema, di fronte a loro due, a qualche metro di distanza: l' effetto fu ottenuto. Dopo un' altra mezzoretta di fitto dialogo cuore a cuore si alzarono e andarono a fare qualche corsa giù per lo scivolone - tipo Aquafan dei poveri - che c' era vicino al nostro bagno. Io, naturalmente non pago, guidai la mia compagnia ad assistere alle veloci scivolate del nostro eroe: dopo ogni lancio gli tributavamo i giusti applausi e le ovvie ovazioni. Lui ci ringraziò facendoci dall' alto, non visto dalla sua sirenetta, il gesto che si fa allargando entrambe le braccia e che significa " vi faccio un ... così " . Non scorderò mai l' immagine del suo possente corpo che si stagliava scuro contro il cielo blu formando con le braccia quel virile gesto di disprezzo verso di noi miseri. Dopo lo scivolo lei mollò la presa e lui tornò fra noi e ci disse con quali parole era stato abbordato: " ehi , che belle ciabatte , dove le hai comprate ?? " . Lui stesso fu il primo ad ipotizzare che questa avesse perso una scommessa e che la penitenza fosse proprio il dover 'flirtare' per un' oretta con il più buffo della spiaggia. Se lo disse lui, sarà vero !

ATTREZZATURA ADEGUATA
In anni successivi trascorse qualche breve periodo al Lido degli Estensi in un appartamento posto ad un piano molto alto. Una volta andai a trovarlo e vidi sul comodino un piccolo binocolo, chiesi quali astri osservasse con più frequenza e lui mi rispose che guardava le inquiline di un palazzo vicino che, la sera, si spogliavano senza curarsi di abbassare le tapparelle. Allora domandai: "ma non ti vergogni? Pure col binocolo!" e la risposta fu: "si, infatti ho detto a mio padre di portarmi il telescopio la prossima volta che viene."

Ora un paio di conferme alla sua fama di menagramo.

Avevo da poco acquistato una moto usata ma in ottime condizioni: la prima volta che la vide disse: " Che bella , sembra proprio nuova ! " . Lo salutai, partii e dopo circa dieci metri una macchina mi travolse.

Piagnucolava che tutti i noleggi di CD di Padova avevano chiuso per problemi legali: siccome veniva spesso a Bologna, in quel periodo, gli suggerii di servirsi al mio noleggio che continuava imperturbato a operare nonostante i problemi legali. La titolare del suddetto fu molto disponibile verso di lui, concedendogli regole più favorevoli rispetto agli altri visto che abitava in un' altra città. Dopo due giorni la Finanza mise sotto sequestro tutti i CD del noleggio bloccandone l' attività per più di due mesi.

 

 
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